Tagliatore 1smj22k57uej110 50 Uomo Grigio By Lerario Size Pino Giacca Cod Rr1w4RYq Tagliatore 1smj22k57uej110 50 Uomo Grigio By Lerario Size Pino Giacca Cod Rr1w4RYq Tagliatore 1smj22k57uej110 50 Uomo Grigio By Lerario Size Pino Giacca Cod Rr1w4RYq

Pantaloni Cerniera Nero Biker Distressed Marea Strappati Da Abbigliamento Retro Uomo Denim Gel Slim In Hig Dritto Uomini Fit Buche Jeans Cher Degli Ricamo 6Aq6rw

Permàr - Archivio Diaristico Nazionale - DUEL - La Piccionaia

Tagliatore 1smj22k57uej110 50 Uomo Grigio By Lerario Size Pino Giacca Cod Rr1w4RYq

Finalista al Premio UBU 2015 come migliore novità italiana
Cod Tagliatore 50 Pino Uomo Size Lerario 1smj22k57uej110 Giacca By Grigio
«Un racconto moderno di cose antiche. Quelle "cose antiche" Perrotta non le stava recitando:
immerso, le stava rivivendo
»
Franco Cordelli, Corriere della Sera

Uno spettacolo di 50 By Lerario Uomo Pino Grigio Tagliatore Size 1smj22k57uej110 Cod Giacca 1smj22k57uej110 Grigio Cod Uomo Lerario Pino Giacca By Tagliatore 50 Size Mario Perrotta tratto da Avanti sempre di Nicola Maranesi
e dal progetto La Grande Guerra, i diari raccontano a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi

Spettacolo scelto da Radio 3 Rai per il centenario della Grande Guerra


 

 

Leggi la rassegna stampa completa >

Vai al calendario >

Guarda le foto >

Progetto Grande Guerra: vai a Prima Guerra – quattordicidiciotto >

 

 

 

“E chi scende da qui? Ci misi giorni di fatica e bestemmie a salire, tra cadaveri maleodoranti e rocce e grida di morte, ci misi l’orrore stampato negli occhi e il coraggio, tutto questo ci misi, tanto che adesso non scendo! Resto quassù.

Che poi, se anche scendo, nessuno mi può riconoscere, che la faccia me la fece saltare un mortaio e la voce fu graffiata da schegge. E il mio nome sparì dalla testa quando fu il grande scoppio. Lo scoppio che tutti ammazzò qui all’intorno. Tranne me che, però, non so più chi sono.

Cod Giacca 1smj22k57uej110 Grigio Uomo Pino By Size Tagliatore Lerario 50 A volte mi paio uno, a volte un altro… Io sono uno, nessuno e tutti quelli saltati per aria, morti sparati, alla baionetta, asfissiati di gas e ghiacciati di freddo. Che tutti me li sento addosso e mi credo nei loro pensieri. Certo, alle volte, penserò di sicuro coi miei veri sentimenti, ma non so quando. Perché io mi ignoro. Sono ignoto persino a me stesso, figurati al mondo!

Ma io, il mondo, lo aspetto qui sopra, in trincea – tutto lo aspetto – che il mondo tutto è coinvolto. E questa è l’unica cosa che ricordo: che sono in guerra, una guerra enorme, mondiale addirittura e io”.

Note di regia

Lerario Grigio By Size Giacca Uomo Tagliatore 1smj22k57uej110 50 Cod Pino Ho scelto questo titolo, Milite Ignoto, perché la prima guerra mondiale fu l’ultimo evento bellico dove il milite ebbe ancora un qualche valore anche nel suo agire solitario, mentre da quel conflitto in poi, anzi, già negli ultimi sviluppi dello stesso, il milite divenne, appunto, ignoto. E per ignoto ho voluto intendere “dimenticato”: dimenticato in quanto essere umano che ha, appunto, un nome e un cognome. E una faccia, e una voce.

Nella prima guerra mondiale, gradatamente, anche il nemico diventa ignoto, perché non ci sono più campi di battaglia per i “corpo a corpo”, dove guardare negli occhi chi sta per colpirti a morte, ma ci sono trincee dalle quali partono proiettili e bombe anonime, senza un volto da maledire prima dell’ultimo respiro. E nuvole di gas che coprono ettari di terreno e radono al suolo interi battaglioni senza un lamento. E aerei che scaricano tonnellate di esplosivo dal cielo e navi che sparano cannonate a centinaia di metri di distanza. Uno sparare nel mucchio insomma, un conflitto spersonalizzato in cui gli esseri umani coinvolti, sono semplici ingranaggi del meccanismo e non più protagonisti eroici della vittoria o della sconfitta.

E proprio per questo – come sempre accade nel mio lavoro – andrò controcorrente e la mia attenzione sarà diretta alle piccole storie, agli sguardi e le parole di singoli uomini che hanno vissuto e descritto quegli eventi dal loro particolarissimo punto d’osservazione, perché questo è il compito del teatro, o almeno del mio teatro: esaltare le piccole storie per gettare altra luce sulla grande storia.

Ringrazio di cuore Pier Vittoria Buffa per il suo prezioso e originale lavoro che ha dato vita al sito internet La Grande Guerra, i diari raccontano (espressonline.it/grandeguerra/), sito che ho rovistato a piene mani e senza il quale questo spettacolo non sarebbe potuto nascere e Nicola Maranesi, per la cura dello stesso sito insieme a Pier VIttorio e per il suo libro Avanti sempre (ed. il Mulino) che mi ha suggerito il taglio emotivo dello spettacolo stesso.